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ARTURO PENNAROLA
Un altro scrittore quasi ischitano

Lo scrittore Arturo Pennarola Dopo il certo più quotato Andrej Longo, l’isola ha partorito un altro scrittore: me. Uno scrittore quasi ischitano perché la mia origine, che non rinnego è napoletana.
Dico così perché ho vissuto 20 anni nell’isola lavorando nel Banco di Napoli e poi – ahimé - come consulente finanziario e perché ho qui mio figlio Mario e mio nipote Alessandro, e loro sì che sono ischitani doc.
Non solo. Un pezzo importante del mio cuore è rimasto nell’isola, negli amici che qui mi sono fatto, nella sua bellezza magnetica.
Infine, non credo di esagerare asserendo che le radici profonde della mia nuova veste di scrittore affondano qui. Non a caso, infatti, un racconto del mio libro “Gli scogli innamorati” è ambientato qui. Ma ora credo che sia doveroso parlare anche un poco di me. Una persona comune, come tante.
Chi mi conosce, però, sa che fui travolto dal fallimento della Socofin. Così, in un’età in cui di solito si cominciano a stilare bilanci, mi ero ritrovato letteralmente in mezzo ad una strada e dovetti andarmene da quest’isola meravigliosa..
Ebbene, amici lettori fu questo per me momento ed occasione di profonda riflessione e inizio di un esaltante percorso di crescita in cui ho scoperto verità semplici, essenziali, eppure così difficili da vedere. Per esempio: “La vita, la tua vita, amico lettore è bella esattamente come sei in grado d’interpretarla”. Ebbene, amici lettori fu questo per me momento ed occasione di profonda riflessione e inizio di un esaltante percorso di crescita in cui ho scoperto verità semplici, essenziali, eppure così difficili da vedere. Per esempio: “La vita, la tua vita, amico lettore è bella esattamente come sei in grado d’interpretarla”. Ebbene, amici lettori fu questo per me momento ed occasione di profonda riflessione e inizio di un esaltante percorso di crescita in cui ho scoperto verità semplici, essenziali, eppure così difficili da vedere. Per esempio: “La vita, la tua vita, amico lettore è bella esattamente come sei in grado d’interpretarla”.

Tutto ciò è descritto in modo romanzato ed autoironico nel primo pezzo del mio libro: “Il pazzo”.
Basta così, questo articolo non è e non vuole essere una recensione, che non mi compete, ma solo una presentazione di me, del mio nuovo essere e della mia modesta opera. Anzi, per quel che mi riguarda è anche un qualcosa di più e di diverso. E’ un ritorno, un’occasione per riabbracciare amici e d’incontrare i tanti che mi conoscono. E’ l’occasione, lo spero, di pensare o forse di sognare di tornare a vivere qui.

Bene, veniamo allo specifico della presentazione.
Questa avverrà ufficialmente sull’isola nella prestigiosa libreria “La Gaia Scienza” in data da definire (Novembre – Dicembre p.c.) che sarà resa pubblica con congruo anticipo da questo quotidiano.
Inoltre, il mio libro partecipa ad un concorso internazionale denominato “Nuova letteratura”. Chi è dotato di un computer e lo desidera può vederlo al sito www.disalvoeditore.it ciccando su “libri in concorso”.
Il libro è “Confini” di un certo Arturo Pennarola. Quello che si vede è la copertina e la quarta di copertina, che è anch’essa una presentazione sintetica del libro.
Chi lo vuole può:
Votarlo cliccano sulla doppia freccia accanto.
Votarlo ed ordinarlo direttamente sul sito.


Il libro è già in commercio e lo si può ordinare in qualsiasi libreria, ma a chi desidera comprarlo consiglierei di aspettare un po’ ed acquistarlo in occasione della presentazione ufficiale sull’isola. In ogni caso, quando sarà, sarò lieto di fare una dedica personalizzata anche a chi ne fosse già in possesso.
Questo è tutto, amici lettori. Un abbraccio agli amici, a chi mi conosce ed anche a chi non mi conosce e forse desidera farlo attraverso questa mia modesta opera. Per me siete tutti amici.

Arturo Pennarola

 


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